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martedì 27 dicembre 2016

Step 21 - I Personaggi



Nel corso della storia difficilmente è possibile trovare l'utilizzo del color Aragosta se non in alcune situazioni o in alcuni vestiari tipici di personaggi storici che hanno segnato il nostro passato.

Tra questi, vorrei ricordare un uomo straordinario: Jurij Gagarin.

Gagarin (Klušino, 9 marzo 1934 – Kiržač, 27 marzo 1968) è stato un cosmonauta e aviatore sovietico, primo uomo a volare nello spazio portando con successo a termine la propria missione il 12 aprile 1961.

(Per leggere la sua biografia completa vi rimando al seguente link).

Tale personaggio storico stabilì un'importante svolta nel mondo aerospaziale e ancora oggi viene ricordato come "il primo uomo che volò nello spazio".

Proprio durante questa missione possiamo notare l'utilizzo di una tuta astronautica dal chiaro riferimento al color Aragosta.







(Per saperne di più sulla prima vera e propria spedizione nello spazio vi rimando a questo secondo
link).



"Circling the earth
in my orbital spaceship,
  I marveled at the
beauty of our planet.
People of the world,
let us safeguard and
enhance this beauty
- not destroy it! "
 
                                                Jurij Gagarin







FONTI IMMAGINI:

https://www.tiziano.caviglia.name/tagtopic.php?tag=Yuri%20Gagarin



domenica 13 novembre 2016

Step 14 - La chimica del color Aragosta



Per poter analizzare dal punto di vista chimico il color Aragosta, tipico dell'omonimo animale introduciamo innanzitutto il significato del termine 'pigmento'.

Un pigmento è una sostanza utilizzata per modificare il colore di un materiale.
In natura sono presenti nelle cellule vegetali e animali.
Molte strutture biologiche, come pelle, pelo, occhi e capelli contengono pigmenti, come la melanina, presenti in cellule specializzate dette cromatofori.

La classificazione tradizionale dei pigmenti si basa sulla loro natura ed origine che li vede suddividersi in inorganici e organici, o naturali e sintetici.

Il pigmento che contraddistingue il colore Aragosta e altri colori ad esso affini è l'Astaxantina.

Questo particolare pigmento dal colore rosso-violaceo fa parte dalla famiglia dei carotenoidi, una classe di pigmenti organici ed è responsabile del colore della corazza di molti animali quali gambero, tonno, Aragosta e  molti altri.
Questa tipica colorazione dipende dalle proteine a cui si legha il pigmento precedentemente citato.





Le caratteristiche principali dell'astaxantina sono:

Aspetto: solido viola

Formula: C40H52O4

Struttura molecolare:
                                                 

                                                


Rendering (3D) :

                         


Per saperne di più :

I colori dell'Aragosta
Pigmento
Astaxantina

FONTI IMMAGINI:

http://www.inran.it/astaxantina/5710

https://ilblogdellasci.wordpress.com/tag/astaxantina/

http://it.123rf.com/clipart-vettori/pigment.html


venerdì 21 ottobre 2016

Step 06 - I colori nella scienza



In questo post cercheremo di analizzare l'entrata del color Aragosta nella storia della scienza.
Purtroppo è impossibile trovare dei chiari riferimenti a tale sfumature nei vari ambiti scientifici e tecnologici, di conseguenza ci soffermeremo sulla sua tonalità predominante: il Rosso.

Il Rosso, in quanto colore primario, più volte compare nei vari fenomeni o scoperte scientifiche che ricoprono un po' tutti gli ambiti come la fisica, l'astronomia, la medicina e tanti altri.

Partiamo da una delle prime scoperte che l'uomo fece in assoluto: Il Fuoco.
Ci concentreremo poi in particolare sull'ambito medico  e quello astronomico.


Scoperta del Fuoco 

La scoperta del Fuoco rappresentò una vera e propria svolta nell'evoluzione umana.
Grazie al controllo del fuoco infatti l'uomo riusciva a cucinare cibi, migliorando la nutrizione, a difendersi dai predatori, a spostarsi nelle ore notturne.
Questo diede quindi una grossa mano al raggiungimento di quello che era ed è l'obiettivo primario di ogni essere umano: la sopravvivenza.
 Il controllo del fuoco da parte dell'Homo Erectus avviene durante il Paleolitico Inferiore, periodo storico che va da circa 2,5 milioni a circa 120.000 di anni fa. Le prove più antiche dell'utilizzo del fuoco da parte dei primi ominidi sono state ritrovate in diversi siti archeologici nell'Africa orientale. 








I Globuli Rossi

I globuli rossi sono le cellule più numerose del sangue: circa 4-6 milioni ogni millimetro cubo. 
Vengono chiamati anche emazie o eritrociti e sono prodotti nel midollo osseo. 
Nell'uomo e in tutti i mammiferi, sono privi di nucleo e hanno la forma di una lente biconcava.
Tali cellule contengono l'emoglobina, una proteina che trasporta ossigeno e anidride carbonica in tutto il corpo.
 Nei polmoni avviene lo scambio tra l'ossigeno (contenuto nell'aria inspirata) e l'anidride carbonica che si era legata all'emoglobina nel sangue venoso: l'anidride carbonica è così eliminata nell'aria espirata, impedendone l'accumulo nel sangue e l'ossigeno trasportato a tutti i tessuti dell'organismo. 
 I globuli rossi sono incapaci di movimento attivo ma sono elastici e deformabili, in modo da poter transitare anche nei vasi sanguigni più piccoli. Sopravvivono per poco più di tre mesi dalla loro immissione nel sangue circolante, dopodiché vengono catturati da cellule della milza e del fegato, dove vengono eliminati da cellule specializzate del sistema immunitario (macrofagi).









Cuore Artificiale
Se pensiamo al trapianto di cuore, pensiamo ad una cosa recente e ad un problema riguardante le ricerche degli ultimi decenni.
In realtà il primo cuore artificiale nella storia è stato rinvenuto in una mummia egizia scoperta da un gruppo di Archeologi nella valle dei Re, impiantato nel petto di una donna.
Secondo successivi studi tale trapianto avrebbe portato la donna alla morte qualche settimana più tardi dell'impianto.
Il primo trapianto moderno risale invece al 1982, con il Jarvik 7, uno dei primi modelli di cuore artificiale.
In questo caso il paziente, un uomo di 61 anni sopravvisse per 112 giorni.
Le successioni versioni furono chiamate CardioWest e SynCardia dove vennero ridotte notevolmente le dimensioni della console.
Tuttavia anche in questo caso erano presenti numerose limitazioni, come ad esempio i tubi di uscita dell'aria.

Tutto ciò portò negli anni ’90 allo sviluppo di una nuova tecnologia di cuori artificiali: nacque così AbioCor, un cuore elettromeccanico totalmente impiantabile, composta da un’unità toracica in titanio, una batteria interna, un controller e un TET– transferitore transcutaneo di energia interno. 
Sebbene AbioCor sia notevolmente più silenzioso e comporti un rischio di infezione decisamente minore, non è privo di svantaggi: innanzitutto a causa del peso elevato (di circa 2 kg) non è adatto a tutti i pazienti, e vi sono ancora dei dubbi sulla sua biocompatibilità e durabilità a lungo termine.
In conclusione la ricerca per il cuore artificiale 'perfetto' è ancora in corso.
Al momento non esiste un dispositivo che sia in grado di fornire una soluzione adeguata a lungo termine e per tutti i pazienti.



La scoperta di Marte 
Marte, nominata anche 'Pianeta Rosso' rappresenta un'importante scoperta spaziale con conseguenti esplorazioni spaziali.
Dagli anni sessanta sono state inviate verso Marte dozzine di sonde automatiche senza equipaggio.
Tali esplorazioni comportarono costi finanziari considerevoli dovuti anche ad un ammontare di missioni fallite.
Le prime osservazioni telescopiche rivelarono cambiamenti cromatici che furono attribuiti alla presenza di esseri intelligenti.
Marte è un pianeta roccioso, simile alla Terra ma con un diametro pari alla metà di quello terrestre e con una superficie desertica e fredda.
Marte deve il suo colore rosso perché gran parte della superficie e' coperta di rocce e sottili polveri,erose dagli antichi crateri vulcanici. 
Talvolta il vento scatena grandi tempeste di polvere e colore rossastro delle rocce deriva dalla reazione della loro superficie con l' ossigeno.

Infine per concentrarci sul colore di questo blog possiamo fare alcune considerazioni riguardanti l'aragosta e il colore della sua corazza.


La corazza dell'Aragosta

Tale argomento è stato al centro di alcuni studi scientifici in quanto durante la cottura del crostaceo è possibile notare un cambiamento di colore.

In natura la corazza dell'aragosta possiede astaxantina, un carotenoide – come il beta-carotene, che dà il colore arancione alle carote.
 L'astaxantina si lega alle proteine della corazza delle aragoste, e dei crostacei in generale, e tale legame ne fa cambiare il colore. A seconda delle proteine con le quali si lega, il colore può cambiare. In alcuni casi particolari può esserci il così detto effetto batocromo che trasforma il pigmento nel colore blu, oppure un effetto ipsocromo che fa cambiare il colore in giallo.
In generale quando le aragoste vengono cotte, le proteine subiscono una denaturazione (varia la loro struttura quaternaria, terziaria e secondaria) e l'astaxantina dona all'intera corazza dell'aragosta il 'color Aragosta' che ben conosciamo.