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domenica 27 novembre 2016

Step 18 - Le arti pittoriche






Autore             Paul Gauguin

Titolo              La visione dopo il sermone

Data               1888

Ubicazione    National Gallery of Scotland, Edimburgo
  



     


Per maggiori info riguardanti approfondimenti relativi a tale pittura, sia dal punto di vista tecnico che interpretativo, che storico, vi invito a consultare il seguente sito.











martedì 15 novembre 2016

Step 15 - Pubblicità




La pubblicità rappresenta una forma di comunicazione di massa usata dalle imprese per creare consenso intorno alla propria immagine, con l'obiettivo di conseguire i propri obiettivi di marketing.

La pubblicità ha radici antiche, ed è intimamente collegata con la propaganda o lo sviluppo delle prime attività commerciali

Le prime pubblicità nacquero in Europa con l'invenzione della stampa.
Agli inizi del Cinquecento in Germania ad esempio vengono disegnato i premi delle lotterie per invogliare a prendervi parte.
Il primo annuncio pubblicitario successivo all'invenzione della stampa risale al 1630 e apparve su un giornale dell'epoca.
Con la rivoluzione industriale, l'aumento della produzione di merci si è imposto poi il modello pubblicitario che noi conosciamo: il prodotto di una scienza che usa tecniche raffinate e si avvale dell'apporto di psicologi, artisti, disegnatori e registi famosi.
È un fenomeno che coinvolge masse enormi di persone ed è un'industria che investe ingenti capitali, impiega intelligenze sopraffine e dà lavoro a milioni di persone.

In Italia i primi annunci pubblicitari prendono forma sulle ultime pagine dei quotidiani, quali la Domenica del Corriere, la Tribuna Illustrata e l'Illustrazione Italiana.

Tra i disegni degli innumerevoli annunci diffusi nel corso degli anni possiamo ritrovare spesso l'utilizzo del color Aragosta.
Eccone alcuni esempi:



   


 
     CARTOLINA D'EPOCA - Tingete in casa abiti e tessuti col SUPER IRIDE - 1927

       



          Henri de Toulouse-Lautrec, Moulin Rouge. La Goulue, 1891 – stampato da Charles Levy, Parigi





                                  Artista: Dudovich, Marcello (1878-1962)                                     
Titolo: Manifesti, Italia XIX secolo.
Manifesto per la Rinascente
                                             http://www.parodos.it/blog/pubblicita.htm



Altri siti dove poter curiosare:

http://www.scalarchives.it/web/ricerca_risultati.asp?SC_PROV=COLL&IdCollection=83026

http://parma.repubblica.it/cronaca/2010/04/22/foto/la_chimica_sui_muri-3543447/1/?refresh_ce

sabato 5 novembre 2016

Step 11 - Documento all'aragosta







Eugène Delacroix - Natura morta 

Natura morta: Olio su tela, 80 x 106 cm (1827) Parigi, Museo del Louvre.

Delacroix dipinse pochissime nature morte e quasi nessuna con animali. Qui è evidente il desiderio di rendere omaggio alla pittura fiamminga e olandese. In questa tela, in cui è raffigurata una natura morta (selvaggina, aragoste e fucile da caccia) in uno splendido paesaggio estivo, l’artista inserisce un brivido di inquietudine con la presenza di una lucertola viva in primo piano e alcuni uomini che stanno cavalcando in lontananza.
Nel quadro viene messa in evidenza la precarietà della vita, con cui ogni uomo allora doveva fare i conti, in un periodo ricco di battaglie.

FONTI RICERCA:


venerdì 14 ottobre 2016

STEP 04 - I COLORI NEL MITO




INTRODUZIONE



Per comprendere il tipo di rapporto che lega i colori ai miti è necessario riflettere sulle sensazioni e gli stati d'animo che i primi suscitano nell'uomo. 
Nel tempo ai colori sono state associate valenze simboliche differenti tramandate sino ai giorni nostri che li legano a diversi ambiti come quello scientifico, psicologico, storico-simbolico, letterario. Da queste stesse simbologie nascono i miti più antichi che cercano di comprendere l'oscuro ritmo che regola l’universo, di colmare la sete di sapere dell'uomo associando il quotidiano ad un mondo in cui i protagonisti sono eroi e dei.

Ci sorge un dubbio: la percezione di tali colori è rimasta immutata nel corso degli anni? E’ la stessa per tutte le civiltà?
‘…
Carlo Magno, Dante, Machiavelli, Leopardi e Manzoni vedono veramente il rosso che noi stessi ammiriamo? ..’

‘..Quale, allora, l’importanza del colore nelle antiche civiltà?
L’alfabeto cromatica, spesso essenziale, rappresenta un insieme di simboli affascinante, in cui le arti, la moda suggeriscono  dignità, stato, gruppo di appartenenza, luogo e tipo di esistenza agli individui. Un monaco si veste in modo differente da un soldato, Casanova in maniera diversa da Clemente XIV...’   (Manilo Brusantin, Storia dei colori, Torino: Einaudi)


VITA e MORTE

Il colore rosso è associato ad immagini che evocano forti sensazioni come il sangue e il fuoco, rimanda ad un simbolo di vita o al colore solenne di sacrificio.
Il colore 'rosso' in passato venne associato alle parole 'vino' e 'sangue', con significati di virtù magiche di potenziamento e glorificazione della vita, quindi salute, giovinezza, e splendore. Secondo le civiltà antiche gli uomini e gli dei sono stati creati dallo spargimento del sangue delle divinità, e per questo motivo il sangue occupa un ruolo determinante nei sacrifici di purificazione. Attraverso l'unzione con il sangue si ottenevano infatti rigenerazione e ringiovanimento.
D'altro canto è inevitabile abbinare il rosso all'idea di guerra, battaglia, azione eroica, all'ardere degli animi in lotta, al sangue versato sul campo e alle divise militari. 




CIVILTÀ A CONFRONTO

‘..Le civiltà umane, infatti, sono civiltà cromatiche e solo cercando di determinare l’evoluzione e i caratteri che assumono nei secoli e nei millenni i colori stessi è possibile tracciare uno spaccato di gusti, mentalità, ideologie politiche e religiose...’

In Egitto il rosso divinatorio e regale coesisteva e si contrapponeva a quello pericoloso del male. 

Nell’Antica Cina i cosiddetti uomini “rubizzi” erano i mariti duramente provati dalla vita matrimoniale, destinati certamente a morte prematura.
Nell'età Tardo-Imperiale romana la porpora perde il suo significato sacro, divenendo puro segno di superficialità a causa dello sfarzo e della ricchezza esagerati. Esso riacquisterà valore solo con l'avvento del Cristianesimo.




CITAZIONI


Ecco ora alcune citazioni appartenenti a diverse opere rappresentative della letteratura da cui si evincono vari aspetti che contraddistinguono il rosso.


“ De li occhi suoi, come ch’ella li mova 
escono spirti d’amore infiammati. 
( Dante, Vita Nova)




Con una palla vermiglia, di nuovo,
Eros chioma d'oro mi colpisce,
e mi invita a giocare
con una fanciulla dal sandalo variegato
( Anacreonte, 570 - 485 a.C. )





Or ci movemmo con la scorta fida
Lungo la proda del bollor vermiglio,
dove i bolliti facieno alte strida.
( Dante, Inferno, Canto XII )




MITI:



Il filo rosso del destino




"Unmei no akai ito" ovvero la Leggenda del Filo Rosso del Destino è una credenza orientale che ha origine in un’antica storia cinese che poi si è ulteriormente e maggiormente diffusa anche in Giappone.
Secondo la tradizione, ogni persona porta, sin dalla nascita, un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega in modo indissolubile alla propria anima gemella.
Il filo ha come caratteristica quello di essere lunghissimo, indistruttibile e invisibile e serve a tenere unite due persone destinate prima o poi ad incontrarsi e a stare insieme per sempre.
Può succedere che per la sua lunghezza, il filo possa aggrovigliarsi e quindi creare non poche difficoltà ai due innamorati prima che possano ricongiungersi l’uno all’altra ma è certo che qualsiasi sia l’ostacolo saranno sempre uniti e legati nel cuore e nell’anima.

Per saperne di più:
http://sakuramagazine.com/leggende-giapponesi-akai-ito-il-filo-rosso-del-destino/





FONTI RICERCA E IMMAGINI: